Dove le Mistress realizzano perversioni strapon

Era da un po’ che leggevo piccanti e perverse esperienze di strapon sul più famoso sito di annunci strapon e mi chiedevo cosa si provasse nel farlo. Avevo sempre avuto schiavi amanti del foot fetish ma non avevo mai provato la pratica del pegging e la cosa mi eccitava terribilmente.

L’idea di profanare un sedere maschile era intrigante per una serie di motivi: in primis nessun uomo era incline a farsi inculare con vigore perché era considerato femminile. Proprio qui si nasconde la vera dominazione, sottoponendo l’uomo a compiere qualcosa ritenuto umiliante per lui. Ero abituata a ottenere sempre quello che volevo ed è per questo che feci una rapida selezione dei miei devoti, arrivando finalmente a un perfetto candidato: mingherlino, passivo, sedere scolpito, un po’ effeminato e quindi ideale per la mia prima volta.

Ecco come ho realizzato la mia perversione strapon

Acquistai una cintura di pelle e uno strapon di 25 centimetri. Mi eccitai solo a guardarlo quel cazzo finto, così grosso e ricco di venature che quasi mi ingelosii al pensiero di vederlo infilato nel buco di qualcun altro. Chiamai a rapporto il mio slave e gli dissi di prepararsi come una cameriera zoccola, con tanto di tacchi e autoreggenti.
Il cane non se lo fece dire due volte, contento di questo ordine che sapeva tanto di femminilizzazione. Fui contenta del risultato, la trasformazione in maid era completa e aveva anche cominciato a pulire senza che io glielo chiedessi. Ogni tanto si abbassava e potevo scorgere le sue chiappette bianche e pallide, al sapor di luna.
Gli avevo chiesto di farsi anche un bel clistere profondo, lo volevo perfettamente pulito quel bel culetto sodo, pronto per essere sfondato come si meritava!

“Cameriera! Cos’è questo schifo?” gli dissi con severità.
“Signora, sto facendo del mio meglio per pulire ma sono così stanca” mi disse con voce sommessa e gentile.
“Non ti pago per battere la fiacca, devi svolgere il tuo lavoro al meglio! Meriti una punizione per la tua insolenza!” mi alzai con indosso un maglione molto largo e degli stivali sopra il ginocchio.
Mi avvicinai al suo viso, accarezzandogli la guancia e schiaffeggiandola subito dopo. Lo costrinsi ad abbassarsi e fu così che alzai il mio maglione e gli svelai lo strapon.
“Ti piace?” sapevo che gli piaceva, i suoi occhi lo desideravano.
“Signora cosa intende fare? Io non posso” piagnucolava, ah!
“Se vuoi mantenere il tuo lavoro e non essere licenziata, leccalo!”
Non se lo fece dire due volte, agguantando il cazzo finto con grande entusiasmo e facendolo arrivare fino in gola. Per rendere la scena più umiliante ancora, dicevo allo schiavo le cose peggiori: non lo sai fare, sei inetta, questo sarebbe un pompino?
Lo schiavo faceva finta di piagnucolare ma sbavava peggio di un cane nel prendere in bocca quel ben di Dio. Presa dalla foga imitai quei maschi virili che tanto mi eccitavano nei porno perciò gli presi la testa e premetti in profondità. Ogni tanto sentivo un rigurgito di vomito ma seppe tenerlo a bada e continuare a spompinare come una troia.
A un certo punto però mi annoiai, volevo aprirlo come una mela e gli dissi di stendersi sul letto e alzare la gonna.

Ecco come ho sverginato il mio schiavo

“La prego, signora, non mi faccia male. Io sono vergine” sapevo che diceva la verità.
“Non ancora per molto” risposi, con un ghigno diabolico.

Spalmai dell’abbondante lubrificante sull’ano e appoggiai la punta dello strapon in quella stretta apertura. Avevo voglia di penetrarlo con violenza, al primo colpo, ma decisi di adottare una certa delicatezza ed evitare che si rompesse a sangue. Avevo letto molti consigli sul sito StraponAnnunci e questo mi avevo dato una certa sicurezza.

Entrai quindi gradualmente dentro il mio schiavo, accompagnata dai suoi gemiti di piace e dalle sue paure. Le pareti accolsero di buon grado lo strapon, segno che lo stavo facendo bene. Arrivata a metà non entrava ulteriormente, cominciai quindi a giocarci per far cedere le ultime ostilità. Entravo e uscivo velocemente, lasciando che il lubrificante compisse il suo compito e mi lasciasse via libera. Il mio schiavetto era ormai nelle mie mani, muoveva i fianchi come una ballerina di flamenco e sembrava più donna che mai con quella sua pelle di alabastro.

Mi piaceva schiaffeggiargli il sedere e stringerlo forte tra le mie mani, lasciandogli dei segni rossi che creavano un erotico contrasto. Prima che potessi rendermene conto i miei 25 centimetri erano completamente dentro di lui, ansimante e sull’orlo di un orgasmo. Sentivo il suo cazzo duro sbattere sul materasso, rosso e pulsante, con due testicoli enormi sofferenti. Voleva venire ma non era ancora il momento. Gli chiesi di girarsi a pancia in su così da godere di una visuale migliore, così avevo ben chiaro la portata della sua erezione: enorme. Mi ero accorta anche altre volte della sua grandezza ma non lo avevo mai visto così, mi sembrava quasi esagerato. La cameriera si manteneva le gambe così che il buco del culo fosse largo, io continuavo a spingere dentro di lui e a guardarlo dritto negli occhi. Con una mano lo segavo lentamente per stemperare la tensione ma era ormai sul punto di sborrare.

Diedi un colpo veloce sulla cappella e direzionai il getto verso la sua faccia: “Avanti, ingoia la tua stessa sborra” così fece, fu terribilmente eccitante. Dopo aver finito gli dissi di pulire e disinfettare lo strapon e mi distesi sul letto, cominciando ad accarezzare la mia figa. Era così bagnata che raggiunsi l’orgasmo in pochissimi minuti. Al ritorno, la cameriera era ancora agghindata con il suo costumino sexy e le chiesi se le fosse piaciuto, si gettò ai miei piedi e cominciò a baciarmeli.

“Mia padrona, è stata l’esperienza più eccitante della mia vita. Il mio sedere è in fiamme ma è anche tanto grato per avermi fatto provare un orgasmo così intenso. Non credevo potesse essere così brava e incularmi meglio di un uomo.”
Decisi quindi di fargli un ultimo regalo, accarezzandogli il cazzo con i miei piedi e facendolo indurire nuovamente. Lo legai alla croce di legno del mio dungeon e usai il suo pene come un vibratore. Era così grosso e bello che non potevo farne a meno, infilandolo nel mio culo come prima avevo fatto con lui. La differenza era che comandavo io il ritmo, lui era completamente immobilizzato e in balia delle mie voglie, come sempre.

“Guarda come si fa, stupido cane. Se farai il bravo e mi farai godere la prossima volta useremo un doppio strapon, così da divertirci ancora di più.” gli dissi mentre zompettavo con calma.
“Oh sì, mia signora. La prego, continui a prendersi il mio sedere e a trattarmi come una troia ingorda.” la voce spezzata dal piacere.
Accelerai il ritmo perché mi sentivo così riempita da non poterne più, l’orgasmo si fece strada velocemente e io ero già pronta per un nuovo piacere. Esplosi con lui ancora legato e mi fiondai in bagno per una doccia veloce. Al ritorno, lo schiavo era ancora lì e mi guardava con sguardo adorante. A terra c’era la cintura con lo strapon, pronto per una nuova avventura e un nuovo sedere da punire con severità e dolcezza.

Ringrazio il sito di annunci per avermi aiutata a realizzare la mia perversione strapon!

Leave a Reply